
Nome: Giulia Gurisatti
Sono il risultato di un misto etnico-culturale europeo. Sono nata in Colombia e gli studi li ho fatti in spagnolo ed inglese. Ho qualche problema con la sintassi italiana.
"Ciò che veramente mi importa non è convincere di errore chi la pensa diversamente da me . Quanto unirmi a lui in una verità più alta" Lacordaire
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Quando ti dissi d’impugnare la Spada di San Michele mi hai chiesto cosa fosse questa spada. L’Arcangelo San Michele è anche una nostra categoria spirituale. E’ quella parte del nostro spirito, quella parte forte, che reagisce al male e uccide i nemici, o meglio, “il nemico”. Ha quindi come fondamenta la speranza e una forte fede nella vittoria.
La “spada”cosa è? sono tutte le armi che abbiamo ricevuto come preziosi doni quali essere umani per combattere, per difenderci: il coraggio, l’intelligenza, la caparbietà e la determinazione.
Cosa ci impedisce di prendere la spada di San Michele? Gli spiritacci di abbattimento, sfiducia, autocommiserazione, depressione, odio e non perdono. L’autocommiserazione diventa malattia, diventa “il nemico” ; è quel meccanismo in cui i ricordi delle nostre sconfitte, i ricordi di quando siamo rimasti vittime dei carnefici, i ricordi di quando siamo rimasti feriti, ci assillano, ci riempiono di dolore, ci ossessionano, facendoci entrare in una spirale di non speranza, di annientamento, ci tolgono la nostra forza vitale, si autoalimentano.
Per prendere la Spada cosa dobbiamo fare? Liberarci.
Come?
Prima, riconoscendo ed individuando questi sentimenti in noi e pregando per la liberazione.
Siamo abituati a pregare cosi: “Signore cambia la mia situazione”. Credo che la giusta preghiera sia: “Signore fai si che io possa cambiare la mia situazione. Liberami da ogni sentimento e pensiero che mi possa togliere la mia forza, la mia speranza, il mio coraggio, la mia “sana rabbia”, per raggiungere ciò che mi spetta, la gioia, la pace la serenità.
Secondo, usando “l’arma della Parola di Dio, cinta al fianco” come dice San Paolo, perché è quella che ci trasforma interiormente per diventare liberi ed arrivare ai giusti traguardi….
Sant'Ilario di Poitiers (circa 315-367), vescovo, dottore della Chiesa
“Padre Santo, Dio onnipotente... quando alzo verso il tuo cielo la debole luce dei miei occhi, posso forse dubitare che questo sia il tuo cielo? Quando contemplo la corsa delle stelle, il loro ritorno nel ciclo dell'anno, quando vedo le Pleiadi, l'Orsa Minore e la Stella del mattino e considero come ognuna brilla al posto che le è stato assegnato, capisco, o Dio, che sei lì, in questi astri che non capisco. Quando vedo «i potenti flutti del mare» (Sal 92,4), pur non afferrando l'origine di queste acque, nemmeno che cosa metta in movimento il loro flusso e riflusso regolare, credo tuttavia che ci sia una causa – certo impenetrabile per me – a queste realtà che ignoro, e anche lì percepisco la tua presenza.
Se rivolgo il mio spirito verso la terra che, per il dinamismo di forze nascoste, decompone tutti i semi che ha accolti nel suo seno, e lentamente li fa germogliare e li moltiplica, poi dà loro di crescere, non trovo in questo nulla che io possa capire con la mia intelligenza; ma questa ignoranza mi aiuta a discernere te, poiché, anche se non conosco la natura messa al mio servizio, tuttavia ti incontro per il fatto stesso che essa c'è, per mio uso.
Se mi rivolgo verso di me, l'esperienza mi dice che non conosco me stesso e ammiro te, tanto più che io sono per me uno sconosciuto. Infatti, anche se non posso capirli, faccio l'esperienza dei movimenti del mio spirito che giudica, delle sue operazioni, della sua vita e devo questa esperienza a te che mi hai fatto partecipare a questa natura sensibile che fa la mia gioia, anche se la sua origine è oltre le possibilità della mia intelligenza. Non conosco me stesso, ma in me trovo te, e trovandoti, ti adoro.”
Con la nostra intelligenza, con la nostra ragione, con l’illuminismo scientifico, la nostra conoscenza ha penetrato nel mistero dell’universo e di noi stessi. Non siamo più come Ilario; anzi, ci fa tenerezza! sappiamo che non ci sono delle sfere celesti che ruotano; davanti ai nostri occhi abbiamo tante immagini delle stelle; e i pianeti sono diventati nella nostra coscienza delle piccole biglie! La gravità non sappiamo ancora cosa sia, ma sembra non impresioni più a nessuno… “i flutti del mare”, le maree sono conseguenza della forza di gravità, in spiaggia il mare va e viene senza che ci facciamo caso; nella scuola elementare studiamo il seme che germoglia; nella mia infanzia quanti fagioli poggiavo sul cotone bagnato controllando stupita la loro trasformazione!, e nelle superiori con la chimica completiamo di sviscerare il mistero… la psicologia ci aiuta a guardarci dentro e a conoscerci.
Viola! Sono atea! Non c’è più mistero, non c’è più timore! – timore, inteso non come paura, servilismo; ma come l’emozione che si prova quando contemplo e intuisco con vertigini l’immensità di ciò che non comprendo. Reverenza?
Possiamo comunque chiamare Dio, l’immensità di ciò che non comprendo?
Possiamo chiamare Dio il contenitore di tutte le informazioni dell’universo?
Possiamo chiamare Dio il nostro destino? Imprevedibile perché conseguenza di infinite, e dico infinite variabili?
Possiamo credere che nella nostra mente c’è forse un canale – che possiamo chiamare spirito - che si può collegare a questo contenitore che contiene il tutto?
Possiamo credere che molta informazione ci è stata concessa nel Santo Libro, dove ogni parola ha almeno due significati? (Vedi Midrash – non sono racconti per sempliciotti, come pensa Oddifredi!!)
Oppure come ipotizza Margherita Hack, Dio è soltanto “IL BOSONE PRIMARIO” fonte della creazione che se ne infischia di noi? Una “Semplice Particella”? Quindi noi siamo di piuù!!!!!?
Era nel giusto l’Altissimo quando non volle dare nè un nome, né una descrizione di Sé a Mosé, poiché l’uomo avrebbe subito creduto che “Colui che è” sarebbe stato comprensibile, quindi dominabile, inglobabile, dalla sua ragione? Che avremmo fatto di Lui come facciamo con quel mistero che chiamiamo gravità, che dal momento che la abbiamo “scoperta” e dato un nome, che la possiamo in parte descrivere, scrutare, sentiamo che ci appartiene e non ci crea stupore?
Sapeva l'Altissimo che l’uomo si sarebbe smarrito nei meandri della propria arroganza, uccidendo e atrofizzando lo spirito che è immortale e fatto a Sua immagine e somiglianza!!
Il Signore ha firmato come al solito, l'epilogo, sempre imprevedibile, perchè noi, arroganti e superbi, facciamo previsioni, convinti che il nostro piccolo cervelletto è capace di contenere tutte la variabili...invece se l'è portata via prima del tempo, facendo tacere chi si sarebbe compiaciuto della sua sofferenza e....le darà una sepoltura cristiana, facendo tacere chi si è scagliato contro i cattolici....il Suo giudizio? non lo sapremo mai...facendo tacere il nostro desiderio di giudicare per rafforzare la nostra ideologia personale e sentirci "giusti". Ci ha mostrato l'unico posto in cui c'era pietà e amore per Eluana e il padre: il paesino di origine, che pure contenendo la stessa spaccatura di tutta la popolazione italiana, se l' è tenuta nascosta. Grandioso!
Poco tempo fa mi incontrai con una amica, ex compagna di università, quasi sorella poiché abbiamo vissuto insieme gli anni universitari, che non vedevo da molto tempo. M’impressionò il suo racconto di come la classe dirigente sia economica sia politica della Colombia, invia sempre più spesso i suoi ragazzi, quindi il futuro della Colombia, non più a studiare in America, ma a studiare in Cina. Due, tre giorni fa vidi la replica dell’intervista a Tremonti di Giovanni Minoli. Il ministro invitava il pubblico a domandarsi cosa stesse facendo la Cina in Africa e in Sudamerica. Cosa fa? Cerca mercati e materie prime. Credo che la crescita economica della Cina accumuli energia come fanno le placche terrestri prima di sfogarsi in un bel terremoto. A mio parere, e ne sono convinta anche se sembra molto semplicista, che Il dominio sui mercati è stata sempre la causa dei conflitti armati. E che le ideologie, patriottismi , religioni, ecc. siano stati strumentalizzati per coprire il nostro misero egoismo quali essere umani. C’è chi mi ribadisce che la stessa apprensione si sentiva nei confronti del Giappone e che a suo tempo c’era la stessa trepidazione. Ma il Giappone ha 130 milioni di abitanti, in confronto della Cina che ne ha un miliardo e trecento mila, su un territorio di 400.000 km2 circa, e non di 9.596.960 km2!
Chissà se Tremonti non senta lo stesso tremolio sulla bocca dello stomaco come lo sento io quando penso a queste cose e sappia in cuor suo che per risolvere i problemi dell’economia mondiale ci sia bisogno anche di Dio, e che ci sia anche una certa urgenza, come dichiarò nell’intervista. Dio è la fonte di una sapienza più alta dove differenze e frontiere vengono abbattute. E’ la fonte di una sapienza più alta che può indicare le strade da seguire per il bene dell’intera famiglia umana, gran parte di essa particolarmente sofferente, abitante in questo piccolissimo pianeta, unico nella sua vita, nella sua bellezza, nei suoi equilibri che favoriscono la vita, al meno dell’universo che conosciamo.
Ma “l’anima mia magnifica il Signore”; cioè siamo noi il Suo strumento, quindi tutto dipende dalla nostra volontà per accoglierlo, purtroppo.
Hai avuto compassione della mia anima,
immersa nelle tenebre.
Hai avuto compassione della mia anima,
incatenata alla sua ombra ,
ricettacolo di potenze, agitazioni, tristezze.
Il mio dolore già lo conoscevi,
prima che io potesse sentirlo.
Nel peccato sono nata,
non ti hanno voluto abbastanza,
non ti hanno cercato abbastanza.
Mi lasciarono soltanto un piccolo seme invisibile,
nel mio cuore di bambina.
Piccolo seme invisibile,
causa della mia salvezza.
Incatenata gridavo.
Salvami Signore!
Quanto è grande il tuo Amore!
Hai ascoltato il mio grido,
e Ti sei chinato sulle mie rovine.
Hai avuto compassione.
In ginocchio hai raccolto la prima pietra,
per ricostruire le mie mura.
Hai pianto sulla mia devastazione,
e hai voluto seminare, irrigare.
Ti sei buttato sulla mia terra arida,
per nutrirla del tuo Spirito.
Io attonita Ti guardavo.
Davanti a me Ti sei umiliato.
Mi hai servito.
Infinita è la salvezza
Per chi si apre al Tuo Amore!
Grandiosa e splendente è la ricostruzione,
per chi Ti offre le proprie rovine!
Rigogliosa è la crescita,
per chi Ti offre la propria devastazione!

Dalle Tue infinite dimensioni,
Tu ne hai scelto dieci per creare l’universo;
sei le tieni nascoste e solo quattro possiamo vedere e capire:
altezza, larghezza, profondità, tempo.
Tu sei, ai miei occhi, Colui delle infinite dimensioni.
Nelle mie preghiere cercando il tuo volto,
arrivavo ai confini dell’Universo,
lì vedevo un profondo abisso e provavo vertigini.
Là Tu eri, Colui delle infinite dimensioni.
Mi invadeva il timore, la paura quasi di muovermi,
per non scatenare forze immense e sconosciute.
Un giorno, scrutando l’abisso con il cuore in gola,
chiese a Gesù:
“All’ infinitamente infinito, all’infinita potenza,
a Colui che non oso immaginare, anche perché non posso,
a Colui a cui tutte le cose le appartengono,
a Colui davanti al quale posso solo abbassarmi e rimanere immobile,
in completa umiltà ed obbedienza trattenendo il respiro,
a colui lo chiamavi Abbà - Padrecito?
Voglio farlo anche io!” .
Quando ormai non ci pensavo più,
quel giorno arrivò.
Davanti agli abissi della Tua immensità mi buttai per terra,
e nella mia impertinenza ma nell’abbandono ,
Ti domandai come mai Tu mi amavi, quando sapevo che l’amore
era una qualità solo umana,
una categoria antropologica
di noi piccoli vermi che abitiamo in un minuscolo pianeta
perduto nell’immensità dell’universo,
e perduto,
nell’immensità dell’immenso.
E Tu mi hai risposto, con la tua voce già piena di amore e di santa pazienza:
“ Se io sono, come mi chiami te, Colui delle infinite dimensioni,
ti pare che non mi appartiene la dimensione dell’Amore,
Infinito e perfetto?”
Ben avevo una volta riconosciuto Gesù, per il suo modo di
Amare perfetto che non poteva essere che Te!
Ma la mia mente maliziosa non si fermò e subito domandai,
ormai trattandoti da tu a Tu,
e dimenticando il timore:
“Ma il male? Anche il Male è una Tua dimensione?”.
E Tu ancora nell’infinita tenerezza, commosso, :
“ Anche a questo ti risponderò. Ma adesso taci perché voglio amarti”.
Ed Io cominciai a leggere:
“Signore tu mi scruti e mi conosci
Tu sai quando mi seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, gia la conosci tutta.
“Si Signore”, ti disse, “perché sei il Dio dell’eternità,
il mio cammino nel tempo, già lo conosci,
perché la tua dimora è laddove il tempo non cè e non ce mai stato.”
Alle spalle e di fronte mi circondi
E poni su di me la tua mano.
Con un brivido ed in lacrime ti dicevo:
“Ed io che cammino con passo incerto,
verso un futuro che non conosco,
ho la Tua mano sopra di me,
la mano di Colui che al solo cercare di immaginare
mi vengono le vertigini!
Colui, l’infinitamente infinito!”
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta ed io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo là tu sei,
se scendo negli inferi eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora
Per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Continuai dicendoti,
“Se dalle infinite dimensioni hai scelto dieci per creare l’universo,
e dalla polvere delle stelle,la terra, Tu mi hai creato,
dove posso fuggire per nascondermi da te?”
Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra
E intorno a me sia la notte”;
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte e chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come la luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere
E mi hai tessuto nel seno di mia madre,
Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
E ancora:
“Si Signore, perché sono fatta dagli stessi elementi della terra,
dagli stessi elementi dell’universo,
e l’uomo da ciò che l’universo contiene nulla può aggiungere e nulla può togliere,
può solo credersi onnipotente ,
prendendo il potere che li è stato dato di “sottomettere” senza nulla creare né distruggere,
potendo soltanto deviare qualche percorso prestabilito.”
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
E tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti con te sono ancora..
(…) Scrutami,Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri.
Vedi se percorro una via di menzogna
E guidami sulla via della vita.” Salmo 138
E Tu conoscendo ormai tutto di me,
ed io sapendo che non potevo ne conoscerti ne vedere il tuo volto,
Tu mi chiedesti di fidarmi perché mi amavi,
mi chiedesti di amarti e di abbandonarmi al Tuo Amore,
di chiederti di guidarmi in questo mio cammino che già Tu sapevi.
Ti risposi:
“Se Tu sei l’eternità, se Tu sei Colui delle infinite dimensioni, chi mi conosce meglio di Te?
Dove posso io nascondermi dove Tu non ci sei?
Cosa posso fare o pensare che tu gia non hai fatto e pensato?
Cosa posso creare di più di tutto ciò che è stato creato?
A che mi serve cercare di possedere il futuro, quando non mi appartiene?
A cosa mi serve ribellarmi cercando di possedere un passato che non esiste più in me ma che rimane in Te e a Te devo consegnare?
Non mi resta che abbandonarmi a Te, alla tua volontà e al tuo Amore, per restare nella Pace….”
Esausta mi abbandonai a Te,
e finalmente ti chiamai anch'io Abbà-Padrecito ….
Non ti chiese più nei giorni seguenti se il Male ti apparteneva,
non mi lasciai più tentare.
Ma Tu le promesse non le dimentichi:
L’oscurità non esiste; l’oscurità è solo assenza di Luce.
Il freddo non esiste, il freddo è solo assenza di Calore
Il Male non esiste, il male è solo assenza di Amore.
Quando la luce arriva dove ci sono le tenebre, queste non ci sono più,
Quando il calore arriva dove c’é il freddo, questo non esiste più.
Quando l’Amore arriva dove c’è il male, questo non esiste più.
Mi sono proiettata un filmetto nella mente. La storia di uno sciamano a cui si annunzia la buona novella. Questo personaggio, abile nell’addentrarsi nel mondo dell’invisibile anche sé dalla porta sbagliata, capace di dominare e comandare spiriti, capisce facilmente e velocemente cosa è ; prima, il significato del sacrificio di Gesù, poiché l’offerta sacrificale è qualcosa di antropologicamente antichissimo e quindi molto vicino alla sua comprensione emotiva; secondo, cosa è lo Spirito Santo al quale lui –( lo sciamano)- si dovrebbe sottomettere e diventare schiavo. Non più lui come sciamano comandante di spiriti di animali ed altro, ma lui stesso schiavo dello Spirito di Dio, dello Spirito del l’unico Dio Creatore, sottomesso allo Spirito affinché lo usi come vuole. Credo che questo sciamano davanti a tale meraviglia, capendo che la Croce, sacrificio d’amore, innalza Gesù sopra ogni cosa, si consegnerebbe a Lui quasi tuffandosi. Chissà che il Signore non trasformi lo sciamano con la sua abilità di vagare nel mondo degli spiriti, in un grande carismatico con un grande dono della guarigione. ….e non solo.
Qualcuno mi pose il quesito se oggi era lecito evangelizzare, cioè “annunziare la buona novella”, quando nel Concilio Vaticano II si dichiarava che tutti gli uomini giusti potevano essere salvati a prescindere la loro religione.
Io ho risposto cosi:
“…..Dio salvatore vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. Uno solo è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti.” Prima Lettera a Timoteo 2 4-6
Un tempo, portare la buona novella era portare la “salvezza” sotto la spinta di evitare ai pagani ed ai non cristiani la “condanna eterna” – il ché implicava già in partenza una accusa ed un giudizio - quasi che i fini potevano giustificare i mezzi di violenza e sopraffazione. Oggi, annunziare la salvezza ai pagani e non credenti si fa sotto la spinta non più di “evitare loro una condanna” ma sotto la spinta di avere sperimentato la salvezza attraverso il Suo Amore, e volere donare ai non credenti ed ai pagani questa immensa grazia . Non è più una azione di forza, un battesimo “automatico”, un “imprinting” nelle menti altrui, ma un dono da cuore a cuore.
La Santa (non ricordo il nome, menzionata dal mio interlocutore) che rispose al musulmano che voleva diventare cristiano che non era necessario che lo diventasse ma che bastava che fosse soltanto un buon musulmano, appartiene forse a quel momento in cui la Chiesa lascia la condanna ed il giudizio verso i non battezzati, riconosce – quasi un mea-colpa , un riconoscimento dell’errore, un passaggio obbligato per diventare perfetta nell’amore - che i giusti di qualsiasi religione si salvano. Oggi, superato il tempo in cui non si lanciano condanne, ci si indirizza comunque inevitabilmente verso il dono di un miracolo di amore che salva.
Santa Teresa di Calcutta, menzionata anche lei dal mio interlocutore come esempio, è vero che non cercava di convertire con parole e gesti forse direttamente chi aiutava, ma non nascondeva Gesù; portava la sua divisa esterna ed interna alla Luce e questa Luce convertì molte persone. Ne sono testimone. “si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O non piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce…” Marco 4 21-23
Solo se si è innamorati follemente di Gesù, e quindi entrati nella sua equazione - più Lo si ama, più Lui si manifesta - si sente la spinta di donarlo a chi non lo conosce ed a chi non ha mai sperimentato il suo amore salvifico. Ci si innamora di Lui quando si sperimenta prima l’amore la cui prova evidente è la Croce; è Lui che in seguito comincia ad innalzarti sussurrandoti nel cuore cosa significhi veramente la salvezza. Sperimentando il suo amore perfetto lo si riconosce quale Dio, non più come una ideologia religiosa per chi ce la, (io non l’avevo, mi era stata anche cancellata da una educazione che considerava tutta la faccenda come qualcosa di arcaico ), ma come esperienza del cuore. Una volta abbandonati completamente a Lui , è Lui stesso che in seguito ci catapulta verso i misteri più alti.
Le parole, i gesti, le modalità per annunciare la buona novella dovrebbero a quanto pare essere ispirati soltanto dallo Spirito Santo dopo intensa preghiera e sottomissione. “E la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione del suo spirito e della sua potenza”Corinzi 2 4-5
Lo Spirito suggeriva a San Paolo di usare il linguaggio proprio per ogni tipo di interlocutore e di usare tutti i tipi di linguaggi. Per gli atei, è solo possibile usare il linguaggio del naturale poiché non credono al sopranaturale. Il linguaggio del naturale è mostrare Gesù come uomo, donare la conoscenza della sua Parola che, come spada a doppio taglio, comincia a squarciare il velo delle nostre tenebre (il mondo dell’inconscio dove si annida di tutto e di più), donare la sua Parola - il seme,il pane, la croce - per liberare i cuori e trasformarli nell’ amore, mostrare come liberamente Lui si è consegnato per noi e come questo dono è rimasto ancora vivo per 2000 anni.
Quando un ateo riconosce la dimensione del Suo amore e della Sua Parola che trasformano il suo cuore in un cuore capace di amare , riconoscere il sopranaturale e penetrare in esso è tutto consequenziale - al meno così fu nel caso mio e talmente forte dovuto anche alla mancanza totale di ideologia – e meno male – che forse è vero che dovrei legarmi i piedi con una corda ad un bel sasso per non allontanarmi troppo dalla dimensione terrena. A questo punto, questo ateo potrà rispondere al “chi dite che Io sia?” poiché Gesù vuole essere riconosciuto oggi come lo volle 2000 anni fa!! Lui non vuole essere parte di una nostra ideologia, non è un concetto mentale; Lui vuole portarci, nel rispetto profondo della nostra identità, liberati però da ciò che ci rende cechi e malati, a che il nostro cuore riconosca il Suo. E questo vale anche forse per molti cattolici che lo sono solo per ideologia.
Gli atei sono un serbatoio incredibile di meravigliosi cristiani dormenti che se svegliati saranno soldati nella realizzazione del Suo Regno, già da adesso.
Per le altre religioni, basterebbe anche solo fare conoscere Gesù:
chi era come uomo, cosa disse, cosa fece per amore; perché fu risorto e ci lasciò lo Spirito Consolatore anche se la sua Croce è talmente sublime che non ci sarebbe stato necessario; ci lasciò il suo Spirito perchè la nostra memoria e la nostra piccolezza avrebbero fatto si che presto sarebbe stato dimenticato…..e perché volle vincere la morte per sollevarci dalla paura del nulla, per dimostrarci che è possibile vivere in eterno, per lasciarci, invece di un solo ricordo, il suo Spirito che è vivo. Oggi, dopo 2000 anni basta invocarlo per sentire invaderci del suo infinito amore ed entrare per quel che ci è permesso nell’eternità .
Il resto è anche in questo caso tutto consequenziale. Una volta amato alla follia sarà Lui a mostrarsi per essere riconosciuto da loro come il culmine dello sviluppo spirituale dell’umanità. Perché Gesù non ci è stato catapultato da un Ufo, ma pur essendo Dio, quale uomo, è il punto di arrivo, il vertice della piramide di una umanità che cercò sempre Dio dopo averlo perso. Vedendolo dal punto di vista umano, così sensibile, così intelligente, così perfetto nell’amore fa venire i brividi e lo si riconosce il più grande, talmente grande che non può essere che Dio. Fu uomo mentre visse nel nostro spazio e nel nostro tempo, ed in questo spazio e tempo da Dio “innalzato sopra tutte le cose” per il suo gesto immenso di amore, per la sua Croce, ma già Dio prima di tutti i tempi, nella dimensione eterna.
Egli era come Dio,
ma non conservò gelosamente
il suo essere uguale a Dio:
Rinunziò a tutto:
diventò come un servo, fu uomo tra gli uomini
e visse conosciuto come uno di loro.
Abbassò se stesso,
fu ubbidiente fino la morte,
alla morte di croce.
Perciò Dio lo ha innalzato
Sopra tutte le cose
E gli ha dato il nome più grande.
Perché in onore di Gesù,
in cielo, in terra e sotto terra,
ognuno pieghi le ginocchia,
e per la gloria di Dio Padre,
ogni lingua proclami:
Gesù Cristo è il Signore.
Filippesi 2
Dio per amore si fece uomo e morì in croce per salvarci dal peccato, risuscitò al terzo giorno per la nostra giustificazione.
Due elementi di questa equazione – Dio e risurrezione – appartengono alla sfera del cosiddetto sopranaturale e sono strettamente collegati, anche perché quando si parla di risurrezione di Gesù si parla di una risurrezione divina.
Quando vivevo in ciò che io chiamo l’infanzia della mia fede, consideravo la risurrezione di Gesù una esplosione, “emanazione di energia” , che rimase impresa in qualche modo nella sindone. In quanto al concetto di Dio, consideravo che era una entità difficile da capire, difficile da rivolgersi, quindi, cancellato il problema la mia fede girava intorno agli insegnamenti di Gesù ed al Suo mistero di amore. Ho subito un fenomeno di riscoperta della mia fede, e quindi resurrezione e Dio sono diventati i punti nevralgici che hanno fatto riemergere il mio ateismo ideologico. Il mio cuore (ovvero la mia intelligenza emotiva) ed il mio intuito (la capacità della mente di estrapolare) mi assicurano che in quella equazione si nascondono delle verità eterne. Subisco perciò una evangelizzazione da parte del mio cuore verso la mia ragione ed ideologia. I cattolici, cercano di evangelizzare usando le scritture per argomentare. Con un ateo, come si fa a usare le scritture? Se non crede in Dio, figuriamoci in un testo che è “rivelazione divina”! Gran parte si risolve provando che le scritture possono essere rivelazione divina. A questo già ci ero arrivata, e molto mi fu d’aiuto la “Genesi e Big Bang” di Schroeder.
Quando si elabora l’elemento resurrezione dall’equazione del kerigma si entrerebbe nell’ambito del “sopranaturale “ , e quindi fuori il linguaggio dell’ateo. Invece non è così. La meccanica quantistica e proprio la teoria delle stringhe, che cerca di risolvere la dicotomia che esiste fra le leggi del macrocosmo e le leggi del microcosmo, ci offre un’apertura per la comprensione della resurrezione di Gesù – nonché per avvicinarsi ad una comprensione di Dio. Sintetizzando, secondo la teoria delle stringhe la base della nostra natura è fatta di vibrazioni. Ciò che noi percepiamo con i nostri sensi, il regno del visibile, si può dire che è una immagine di ciò che noi siamo, cioè il regno dell’invisibile, del non tangibile, cioè semplici vibrazioni. Quindi, ciò che ci sembra reale, è veramente irreale, cioè soltanto percezioni di qualcosa che è reale ma intangibile, l’essenza di tutto il creato, mere vibrazioni. Tutto mi sembra di una poesia e bellezza inaudita. Siamo soltanto musica!
Prima del Big Bang, quindi, c’era la quiete, e diciamo, metaforicamente una corda – Dio, che non vibrava. Dal momento che cominciò a vibrare iniziò tutto, fino a finire a noi. La base di tutto il creato a noi conosciuto sono queste vibrazioni, - (ma non sono la corda né la forza che la fece vibrare - corda e forza apparterrebbero a Dio)- che sono gli elementi che formano le particelle subatomiche.
Cito in seguito la deduzione del fisico teorico Michele Nardelli, sulla resurrezione di Gesù, che mi emozionò molto al leggerla perché io, con la mia intuizione, ero arrivata, basta leggere le prime righe, ad alcune delle sue conclusioni. Per adesso la trascrivo alla lettera; in un secondo tempo cercherò di elaborarlo con un linguaggio più profano. L’interpretazione del Nardelli è che il corpo risorto del Cristo sia costituito da particelle elementari diverse dalle nostre. Per me, e per la nostra fede, Gesù in vita aveva la natura umana a tutti gli effetti, quindi le sue particelle, ovvero "vibrazioni" erano uguali alle nostre. In vita,credo che la sua natura divina si manifestasse soltanto dalla sua volontà di essere un tutt’uno con Dio, quindi in perfetta sintonia con il musicista, trasformando le sue strutture subatomiche, nel nostro spazio-temporale in potenziali bosoni nella risurrezione, essendo comunque già trasformato, ossia Dio dall’eternità. Credo che ci sia una relazione fra “mente - pensieri” (che forse sono vibrazioni in quello schermo che non si sa dove è,) “volontà” e strutture subatomiche, cioè “vibrazioni”.
Tutto sommato, che il Padre Eterno abbia voluto che tornassi indietro per conoscerlo da questo punto di vista è qualcosa di emozionante. Sapere che sono musica mi riempie di una gioia infinita e di un amore grandissimo verso me ed il creato, che è già bellissimo cosi come lo percepiamo. Ma che c’è di più bello, di più spirituale della musica? Non siamo la corda, non siamo il musicista, ma siamo la Sua musica! Cosa c'è di più sublime, scoprirsi di essere una sinfonia divina, scoprire che se entriamo nella volontà del musicista, se la nostra sinfonia entra in sintonia diventeremo bosoni ed eterni, oppure essere atei e crederci Dio limitati nel tempo e nello spazio e morti con la morte del nostro corpo che è soltanto immagine di ciò che realmente è ? Giulia: quando sei atea sei veramente idiota.
Ecco la citazione del Nardelli:
“Il Cristo dopo la sua passione, è risorto. Al suo più caro amico, Lazzaro, Gesù volle ridargli la vita, pur essendo morto da più di tre giorni. Ma, attenzione, la resurrezione di Lazzaro è una resurrezione di un comune essere vivente, quella del Cristo, invece, è una resurrezione divina. Non a caso Gesù quando apparve ai suoi discepoli nel cenacolo, apparve "a porte chiuse". Come può un essere vivente "passare attraverso una porta chiusa"? Questo è un grande mistero a cui oggi, con le attuali conoscenze scientifiche, forse può essere data qualche spiegazione razionale, come comprenderemo leggendo il seguito di questa trattazione.
Andiamo adesso ad analizzare i concetti di "morte" e "resurrezione" dal punto di vista scientifico. Vedremo come le visioni della scienza e della fede, ancora una volta, possono conciliarsi.
Anche l'universo dell'infinitamente piccolo, quello retto dalle leggi della meccanica quantistica, è soggetto alle leggi della "sofferenza", della "morte" e della "resurrezione". Difatti, anche una particella, quando, nel vuoto quantistico, incontra un'anti-particella, si "annichila", quindi muore. Ma nel vuoto quantistico è continua la "creazione" e la "distruzione" di coppie virtuali di particella-antiparticella: ecco il vuoto perturbativo di stringa, ecco ritrovati i concetti di "morte" e "resurrezione" applicati alla fisica delle particelle.
Anche nell'universo dell'infinitamente grande, retto dalle leggi della teoria della relatività generale, esiste la "sofferenza", la "morte" e la "resurrezione". Per meglio comprendere, prendiamo l'esempio di una stella che alla fine del suo ciclo, quindi nella fase finale, dopo aver esaurito tutto il suo combustibile nucleare, diviene un buco nero. Anche in questo caso vi è la "morte fisica" del corpo celeste. Ma anche qui è possibile vedere una qualche sorta di "resurrezione", se si prende per buona l'ipotesi che un buco nero, o meglio, la singolarità centrale al suo interno, è un tunnel spazio-temporale che mette in comunicazione il nostro Universo, il nostro spazio-tempo, con un altro Universo o un'altra dimensione spaziotemporale. Addirittura il fisico Hawking, non esclude la possibilità che un buco nero sia una sorta di "cordone ombelicale" dalla cui singolarità, può scaturire un nuovo universo, un universo "neonato" (Qui praticamente si ipotizza che "dall'altro lato" del buco nero che ingoia tutto, ci sia un buco bianco da cui tutto viene espulso. Da qui l'ipotesi realistica che il nostro universo sia nato da una singolarità del tipo buco bianco). Ecco di nuovo i concetti di "morte" e "resurrezione", questa volta applicati alla cosmologia.
Ed il Cristo? Cosa si può dire del Cristo in un contesto scientifico? Il corpo del Cristo è un "corpo glorioso" ed è costituito da particelle elementari differenti da quelle di cui siamo costituiti noi: è possibile ipotizzare che sia costituito da bosoni, quindi da stringhe bosoniche, le stesse che costituiscono il Campo Unificato, che noi per comodità chiameremo bosoni O. Difatti, nel momento in cui Gesù "si levò dal sepolcro in cui era adagiato", rimase impressa la sua sagoma sul lenzuolo nel quale era avvolto. Cosa poteva provocare una tale reazione fisica? Soltanto ipotizzando un corpo costituito da stringhe bosoniche, del tipo fotoni o comunque particelle che emettono radiazioni, è possibile ottenere una spiegazione soddisfacente. Ma allora anche i nostri corpi, nel Paradiso che attende l'umanità redenta del futuro, che saranno resi perfetti come quello di Gesù, non saranno costituiti dalle attuali particelle elementari soggette alla "morte" ed alla "sofferenza", ma da bosoni, i bosoni O che costituiscono il Campo Unificato.
E' possibile ipotizzare che Gesù Cristo è una diretta emanazione del Campo Unificato, o, addirittura, il Campo Unificato medesimo? Se per Campo Unificato si intende un vuoto perturbativo di stringa bosonica, costituito da azioni di stringa bosonica, da cui, per il modello di Palumbo applicato alla teoria di stringa, sono scaturite le stringhe fermioniche, quindi le azioni di stringa supersimmetrica, la risposta è affermativa. D'altronde Gesù stesso affermò: " chi vede me vede il Padre". E' quindi il Padre, cioè Dio, il Campo Unificato che la scienza sta cercando di comprendere.
Prima del Big Bang esisteva il nulla, l'assoluto, la simmetria perfetta del vuoto, quindi il vuoto perturbativo di stringa bosonica. Esisteva solo Dio, il bosone O. La prima creazione di Dio fu suo figlio Gesù Cristo, anch'esso costituito "dalla stessa sostanza del Padre", quindi da bosoni O. Scientificamente parlando è possibile affermare che dal vuoto perturbativo di stringa bosonica, in cui erano presenti Dio ed il suo amatissimo figlio Gesù, costituiti da puri bosoni O, è sorto dal loro pensiero creatrice l'Universo, anzi il Multiverso, con le sue perfettissime leggi, in seguito a successive "rotture di simmetria". Tutto questo voluto da Dio e da Gesù, artefice della creazione dell'Universo. E se tutto è nato da pensieri, che poi sono divenuti veri e propri atti di creazione, è vero che le scienze matematiche e fisiche, con le loro continue scoperte, stanno pian piano riuscendo a "comprendere sempre di più l'infinita e perfetta mente di Dio".
E' certo questa una spiegazione molto semplicistica di un mistero che è soltanto all'inizio di uno studio più profondo, di una indagine più attenta, che comunque porterà alla Scienza ed alla Fede un utile contributo al fine di proseguire nella ricerca di una Teoria del Tutto, di una teoria che possa finalmente conciliare la visione teologica della Fede, con la visione razionalistica della Scienza”
Finché Gesù, conoscitore delle scritture, agisce in modo che tutte le sue azioni siano compatibili con ciò che le scritture avevano predetto , finché Gesù, consapevole, si riveste della sua missione messianica, finché Gesù capisce che una ennesima rivolta porterebbe solo a più dolore , morte e devastazione, - diverse erano stati i tentativi di rivolte cappeggiate da diversi messia, finite tutte nella repressione con la crocifissione in massa dei ribelli presi prigionieri - finché facendo uso della Sua intelligenza decide liberamente di capeggiare una rivoluzione diversa, una rivoluzione che avrebbe liberato dalle catene i cuori umani, mietendo solo una vittima – Sé stesso - e si consegna senza armi per farsi crocifiggere, fino lì il mio ateismo non soffre nessuno scossone. Tutto si può spiegare in modo umanamente sublime. Anzi, aver visto tutta questa storia dal punto di vista della dimensione umana aprì il mio cuore ad un amore immenso per quest’uomo. Ma la risurrezione?
Per anni, dribblando il mio ateismo diventai bambina e camminavo per mano dal mio fratello più grande, Gesù, frequentando la Chiesa e ripetendo il Credo. Ad un tratto, nel momento in cui dovevo dare una svolta definitiva alla mia vita, mi rese conto , quasi diventando adulta di colpo, che del cuore della nostra fede, Dio per amore si fece uomo, mori in croce per salvarci dal peccato e risuscitò dai morti per la nostra giustificazione l’unica cosa in cui credevo veramente e capivo era: Gesù per amore mori in croce.
Risuscitò dai morti per la nostra giustificazione . Il mio cuore per molto tempo aveva aderito al Credo. Quel miracolo di amore che Gesù aveva compiuto nella mia anima occupava tutto. In seguito, scoprì, quasi di colpo che la mia mente, la mia ragione mi negavano una fede piena. Che il mio ateismo aveva delle radici profonde. Quasi quasi come se si fosse risvegliato per attaccarmi in forma virulenta per mettermi sul serio alla prova.
Questi giorni, o venerdì santo oppure sabato, con il maltempo costretta a rimanere immobile a casa, vidi in televisione un filmetto degli anni sessanta sulla storia di Gesù con un Charlton Heston giovanissimo che faceva il Battista, ed un Gesù molto anglosassone (non mi sovviene il nome dell’attore). Questo filmetto mi illuminò molto.
Non avevo mai messo in dubbio le capacità di Gesù di fare miracoli, ma non solo; anche la mia ragione approvava, dato che da diverse fonti storiche si apprende che in quell’epoca persone “iniziate” facevano guarigioni e che in Egitto c’erano anche i famosi terapeuti, e che i loro metodi si erano un po’ allargati per il Mediterraneo. In tempi odierni sono stata anche testimone di guarigioni fisiche che avvengono attraverso guarigioni di ferite interiori e storture psichiche. Una trasformazione “cellulare”, una ricomposizione dei tessuti, una scomparsa di meccanismi interni del corpo fisico che causano malattie, avvenuti attraverso un atteggiamento di fede ed una guarigione interiore non mi erano nuove e non mi trovavano incredula. Certo, la risurrezione di Lazzaro la consideravo fenomeno unico ed attribuibile soltanto ad uno come Gesù. Perché allora, tanta reticenza verso la Sua di Risurrezione?
Nella scena del film quando Gesù fa risorgere Lazzaro me ne resi cosciente delle mie contraddizioni; Gesù era capace di rigenerare i tessuti, di fare tornare un corpo fisico dietro nel tempo. La risurrezione di Lazzaro e quella di Gesù, sono sempre due risurrezioni , due trasformazioni dell’ordine “naturale” del mondo fisico. In quella di Lazzaro Gesù è l’artefice, quindi un grande terapeuta che compie questo atto , mosso sì da profonda compassione , ma pur sempre voluta da Lui dentro un itinerario simbolico di insegnamenti precisi riportati nel Vangelo che portano , per chi li legge e li interpreta, ad una trasformazione intima per diventare simili a Lui; quello era il suo scopo. In quella di Gesù , Lui come uomo cessa di vivere, quindi solo allora la Sua natura divina può agire per rigenerare il Suo corpo umano. Nella propria risurrezione Gesù come artefice non è più un terapeuta. Lazzaro risorge come era prima; Gesù risorge a quanto pare diversamente da Lazzaro, la sua natura fisica non torna in dietro, ma rivive, trasformata. La sua risurrezione, nella quale Lui è sempre l’artefice, fa sì che per deduzione si arrivi a dire che dopo la sua morte fisica, soltanto la sua natura divina poteva rigenerare la sua natura umana. Solo la sua natura divina poteva agire perché come uomo, aveva cessato di vivere. Gesù, quindi, nella mia coscienza non è soltanto sublime, cioè “Divino” per il suo grandissimo atto di amore sulla croce, ma diventa “Divino”, e quindi un tutt’uno con il Padre, anche per la sua potenza nell' agire e, nel trasformare il mondo fisico; non più come tramite, come terapeuta, ma come fautore diretto su Sé stesso. Grandioso.
Un filmetto vecchio che mi parla e abbatte un altro pezzo del mio ateismo.
Che c’entra in tutto questo l’ideologia?
L’ideologia personale, quella mappa che ci facciamo del mondo per orientarci, quella mappa intrisa di valori morali, quella mappa che abbiamo disegnata con ciò che per noi è il bene ed il male, quella mappa che disegniamo in gioventù, che diventa parte integrante della nostra identità e che perciò molto difficilmente trasformiamo, è un carcere. L’ideologia, questa mappa del mondo che disegniamo con gli elementi ereditati dalla famiglia, con un imprinting, o ci identifichiamo con i valori dei genitori, oppure ci ribelliamo e disegniamo l’opposto; questa mappa che disegniamo tramite le prime esperienze del mondo e tramite i primi contatti da adulti con le diverse ideologie e coscienze collettive già consolidate, è nemica della verità. Una volta disegnata la mappa, costruiamo grosse mura intorno per difendere questa parte della nostra identità. Quasi che la nostra ideologia fosse il nostro essere più intimo. Senza di essa ci sentiamo di non essere più, di non sapere più chi siamo. L’ateismo formava parte della mia ideologia, della mia identità, e quindi aveva creato delle mura di difesa difficile da abbattere. La verità non risiede nella nostra mappa, nella nostra ideologia. Bisogna essere intelligenti e coraggiosi per avventurarsi al di fuori. Si scopre che la verità è dispersa dappertutto, è veramente un cristallo frantumato e che tocca a noi, invece di essere sempre sulla difensiva, invece di cercare di convincere gli altri, cosa che non riusciamo mai, perché anche loro hanno le loro mura e le loro torri di controllo, tocca a noi abbattere le proprie resistenze e, senza pregiudizi, ed incamminarsi a cercare faticosamente le schegge..…